Le articolazioni del cavallo
Tra tutte le articolazioni, meritano senz'altro un cenno particolare quelle del nodello e del garretto.
L'articolazione del nodello si instaura fra il metacarpo (o il metatarso), la falange prossimale e i sesamoidi prossimali. I capi articolari sono tenuti insieme da robusti e complessi legamenti, fra i quali citiamo il legamento sospensore del nodello per l'importante ruolo meccanico che svolge. Questo legamento e' un grosso cordone che prende attacco sulla seconda fila delle ossa del carpo (o dei tarso) e decorrendo sulla faccia posteriore del metacarpale (o del metatarsale) si biforca in due rami che si fissano sui sesamoidi. Da questo punto si originano due robusti fasci (briglie del sospensore) che si portano in avanti e in basso per unirsi al tendine del muscolo estensore dorsale del dito. A riposo la fila falange forma con il metacarpo (o con il metatarso) un angolo aperto in avanti di circa 125°-120°. I movimenti di questa articolazione sono soprattutto di flessione e di estensione: nel primo caso, il valore dell'angolo aumenta e la fila falangea viene portata in direzione caudale, nel secondo si ha il movimento inverso.
Durante la locomozione, al momento dell'appoggio dello zoccolo al suolo il valore dell'angolo diminuisce e la fila falangea subisce cosi' un movimento di iperestensione e il nodello si abbassa, tende cioe' ad avvicinarsi al suolo. Il valore dell'angolo non scende mai oltre i 105°-100°, poiche' alla sua eccessiva chiusura si oppone il legamento sospensore del nodello, coadiuvato dai tendini dei muscoli flessori del dito, che in questo momento sopporta trazioni di notevole entita'. Soltanto nei puledri neonati l'angolo puo' raggiungere valori inferiori ai 100° e per pochi giorni si puo' osservare la fila falangea posta quasi ad angolo retto con il metacarpale (o il metatarsale).
Quando avviene la flessione (dell'articolazione del nodello), cioe' quando lo zoccolo e' sollevato dal suolo, la fila falangea non giunge mai ad essere perpendicolare all'asse del metacarpo (o del metatarso) poiche' i sesamoidi si oppongono a questa situazione risalendo verso il metacarpo (o il metatarso) contro il quale si appoggiano limitando cosi' l'ampiezza del movimento.
Il garretto o regione tarsale comprende diversi piani articolari, il piu' importante dei quali e' senz'altro quello che si instaura tra l'estremita' della tibia e l'astragalo, appartenente alla prima fila delle ossa del tarso. La giuntura tibico-astragalica e', infatti, la sola veramente mobile, mentre tutti gli altri piani articolari che intervengono tra le varie ossa del tarso e tra quest'ultimo e il metatarso compiono soltanto lievi movimenti di scivolamento ed hanno soprattutto il compito di scomporre su piu' piani articolari le forze che agiscono sulla regione, svolgendo cosi' una funzione ammortizzatrice. L'articolazione tibio-astragalica compie esclusivamente movimenti di flessione (l'angolo anteriore del garretto si chiude) e di estensione (l'angolo anteriore del garretto si apre) ed e' definita come una giuntura a cerniera perfetta, i suoi movimenti avvengono in modo preciso e rapido per l'esattissima concordanza delle superfici articolari e per la particolare disposizione dei robusti legamenti posti sul lato esterno ed interno del garretto (legamenti collaterali).
Il movimento della giuntura e' determinato, come e' ovvio, dall'azione dei muscoli: tuttavia i legamenti collaterali, sia nella flessione sia nella estensione, subiscono una tensione via via crescente fino a una determinata posizione oltre la quale il movimento si completa in modo automatico e brusco. Questo particolare tipo di movimento, paragonabile a quello di un coltello a serramanico, caratterizza l'automatismo tarsico e ha fatto definire la giuntura tibio-astragalica come un'articolazione a scatto. Si deve ancora ricordare che l'articolazione del garretto e' funzionalmente collegata con l'articolazione della grassella mediante dispositivi fibrosi che saranno descritti con i muscoli dell'arto pelvico.
Queste note, se pur brevi, fanno capire quanto grande sia l'importanza dell'articolazione del garretto, in particolare a livello della giuntura tibio-astragalica alla quale e' riservata la funzione di impulso.
L'integrita' funzionale e la buona conformazione del garretto sono pertanto elementi fondamentali per la meccanica del cavallo.Pagina 1 - Pagina 2 - Testo di Emilio Callegari

