Le articolazioni del cavallo
Articolazioni o giunture comprendono le strutture anatomiche che connettono tra loro le ossa. Vengono distinte in due gruppi: le articolazioni non sinoviali e quelle sinoviali intendendo in tal modo significare l'assenza o la presenza di un liquido caratteristico, la sinovia, che ha funzione lubrificante.
Le articolazioni non sinoviali permettono, in generale, movimenti molto limitati o perfino nulli come nel caso delle suture che uniscono le ossa della testa. Sono ancora articolazioni non sinoviali quelle che si instaurano a livello dei corpi vertebrali, le cui possibilita' di movimento sono tuttavia particolarmente ampie a livello della regione del collo. Sono dette sinfisi e sono caratterizzate dalla presenza, tra le superfici a contatto, di una formazione fibrosa detta disco intervertebrale, che svolge un importante ruolo di organo ammortizzatore. Queste giunture sono completate da robusti cordoni che connettono le varie vertebre: tra questi ricordiamo il legamento sopraspinosoche decorre sui processi spinosi, dal garrese fino alle vertebre caudali, e che si continua nel collo come legamento nucale. Quest'ultimo coadiuva, in modo molto efficace, i muscoli a sostenere la testa e il collo ed inoltre gioca un importante ruolo nella locomozione. Infatti, quando la testa si abbassa, il legamento nucale si tende e, agendo sul legamento sopra spinoso, provoca un raddrizzamento dei processi spinosi toracici con conseguente spostamento in direzione caudale dei corpi vertebrali. La colonna toraco-lombare in tal modo si irrigidisce ed e' in grado di trasmettere integralmente l'impulso generato dagli arti pelvici.
L'azione del legamento nucale si manifesta anche quando un cavallo viene abbattuto (ad es. per le operazioni di marcatura) con il solo uso delle balze, cioe' con i quattro arti legati insieme. In questi casi, se non si provvede a mantenere la testa in estensione, annullando cosi' l'azione del legamento nucale, si puo' verificare a causa della flessione del bilanciere cervico-cefalico, uno schiacciamento delle vertebre del tratto medio o posteriore della regione del dorso, sottoposta a violente sollecitazioni muscolari.
Le vere articolazioni, quelle cioe' che permettono ampi, vari e complessi movimenti, sono le articolazioni sinoviali o diartrosi e appartengono soprattutto agli arti. Le superfici articolari, in condizioni normali, sono perfettamente levigate per la presenza di uno strato di cartilagine che le riveste: sono mantenute in contatto da una specie di manicotto, la capsula articolare, la quale, a sua volta, riveste la membrana sinoviale che delimita la cavita' articolare contenente una certa quantita' di liquido sinoviale, denso, filante e di colore giallastro che funziona da lubrificante.
Il contenimento dei capi articolari e' completato da cordoni fibro-elastici, i legamenti, che hanno anche il compito di limitare movimenti abnormi. Quando i capi articolari non sono tra loro perfettamente complementari (ad es. tra il femore e la tibia) vi si interpongono i menischi che ne assicurano la concordanza.
La membrana sinoviale, nei punti dove la capsula articolare e' sottile, puo' formare dei diverticoli extra-articolari o fondi ciechi, a topografia ben definita. In questi fondi ciechi si puo' accumulare, in condizioni patologiche, il liquido sinoviale, talvolta misto a sangue, che li distende rendendoli particolarmente evidenti. Sono le cosiddette tare molli articolari: vengono definite mollette, se interessano le regioni del nodello e del pastorale, o vesciconi se riguardano le regioni del carpo, della grassella o del garretto.
Per quanto riguarda i tipi di movimento degli arti, i piu' importanti sono quelli di opposizione: le ossa, cioe', si spostano alternativamente sullo stesso piano in due sensi opposti. Se lo spostamento avviene su un piano anteroposteriore si ha la flessione, quando l'angolo articolare si chiude, si ha l'estensione quando l'angolo si apre. Se il movimento si verifica su un piano trasversale, si parla di abduzione quando il segmento osseo si allontana dal corpo e di adduzione quando si avvicina.
Pagina 1 - Pagina 2 - Testo di Emilio Callegari
