I muscoli - gioia e dolore del cavallo
Si ritiene che la malattia sia causata da un eccessivo accumulo di acido lattico nei muscoli a causa di una insufficienza della muscolatura rispetto all'esercizio richiesto: cio' puo' essere dovuto alla scarsa irrorazione del muscolo alla ripresa del lavoro dopo uno o piu' giorni di riposo (in passato la mioglobinaria veniva chiamata malattia del lunedi'). La guarigione avviene sempre molto gradatamente ed e' tipico il ripresentarsi della malattia dopo poco tempo se al cavallo non viene concesso un congruo periodo di riposo e se soprattutto la ripresa degli allenamenti non e' molto graduale.
Accanto a malattie della muscolatura note da moltissimi anni si stanno oggi delineando turbe muscolari legate a carenze alimentari, ad inadeguatezza di allenamento, ecc... Si tratta, in altre parole, di turbe metaboliche che, pur non causando malattie o alterazioni manifeste, impediscono al cavallo il raggiungimento di uno stato di perfetta forma fisica. Queste malattie costituiscono l'oggetto di numerose ricerche tendenti a chiarire aspetti ancora oscuri riguardo alle tecniche di allenamento, ai fabbisogni alimentari, ecc...
Concludiamo questa breve rassegni sulle malattie dei muscoli del cavallo accennando agli ascessi. Pur non essendo una malattia propria dei muscoli, nella stragrande maggioranza dei casi (nei cavalli) gli ascessi si formino nella muscolatura del collo o dei petto in seguito all'inquinamento di un liquido iniettato a scopo terapeutico. Si forma allora una raccolta di pus che si scava spazio distruggendo tessuto muscolare e che, dopo un certo periodo di tempo. tende a fistolizzarsi, cioe' ad uscire all'esterno attraverso un piccolo forellino della pelle. Considerando che la pelle del cavallo, al contrario di quella dell'uomo, e' coperta di peli e che le scuderie non sono certo un luogo assai pulito, sarebbe logico adottare misure di igiene ancora maggiori che per l'uomo: al contrario, per il cavallo, spesso non vengono osservate neppure elementari regole di pulizia, come il lavaggio delle mani dell'operatore ecc... L'impiego di siringhe sterili, l'accurata disinfezione della pelle e un poco di attenzione durante la puntura renderebbero pressoche' nulli i rischi di ascesso.
Pagina 1 - Pagina 2 - Pagina 3 - Testo di Emilio Callegari
